giovedì 31 maggio 2007

BREACH - L'INFILTRATO


Breach

USA 2006

REGIA

Billy Ray

INTERPRETI

Chris Cooper, Ryan Phillippe, Laura Linney

SCENEGGIATURA

Adam Mazer, William Rotko, Billy Ray


Che strano regista Billy Ray, quasi un feticista dei personaggi bizzarri che ogni tanto si affacciano qua e là nelle cronache giornaliere. Prima ha stupito il mondo con l’ottimo “Shattered Glass” (da noi uscito con il nome di “L’Inventore delle Favole”) ed adesso con questo spy-movie dal sapore antico. Il film è tratto da una storia vera e racconta le vicende di Robert Hanssen, una spia doppiogiochista, e dell'uomo che lo deve incastrare. Piccola premessa: scordatevi gli inseguimenti alla Jason Bourne o le acrobazie impossibile di Ethan Hunt, in the Breach non vedrete nessuna esplosione, nè sparatorie, nè tanto meno improponibili gadget. Di per se il fatto può essere un vanto per il film ma anche una grave perdita specialmente nei momenti in cui il film non fa altro che ripetere gli stessi concetti. Nulla di così imperdonabile, sia chiaro, the Breach è un ottimo film, però gestito male ed a fasi alterne. Ma la cosa che più colpisce del film di Ray è quando comincia ad indagare sulla duplice personalità di Hanssen, da una parte spia e maniaco sessuale (un gran porcellone !), dall'altra patriota e cattolico. La domanda quindi non è da quale parte sta Hanssen, ma quale sia e se c'è una differenza tra le due personalità, ed è qui che il film centra il bersaglio in pieno. Come se in realtà il film ci stia dicendo "dove è il limite di ciò che l'uomo può fare o essere". Naturalmente queste sono estrapolazioni della storia, che il più delle volte non si sposta dal essere una lineare spy-movie, con un solido finale che lascia qualche certezza e molti dubbi. Inutile dire che Chris Cooper è un mostro, ma si sapeva già da i tempi di “Stella Solitaria”, mentre la Linney continua ad essere una buona co-protagonista (ma non più di quello). Bravo anche Ryan Phillippe, anche se si ha sempre l'impressione che possa dare di più, peccato perchè dai tempi di “The Way of the Gun” non si è mai più ripetuto.

di Daniele Pellegrini

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