giovedì 24 maggio 2007

NOTTURNO BUS


Notturno Bus

Italia 2007

REGIA

Davide Marengo

INTERPRETI

Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno, Ennio Fantastichini, Francesco Pannofino,Roberto Citran

SCENEGGIATURA

Giampiero Rigosi,Fabio Bonifacci



E’ proprio carino questo NOTTURNO BUS, un film interessante nella sua semplicità, senza troppe pretese e manie di grandezza sebbene il soggetto non sia così lineare, un buon esordio per il regista Davide Marengo al lungometraggio. Ma presentiamo la trama innanzitutto, la quale è tutt’altro che lineare dato che mette in campo un unico punto fermo e nello stesso tempo sfuggente, ossia un microchip che deve arrivare in determinate mani con problemi e personaggi che vi ruotano attorno. Tutto ha origine dal piccolo oggetto e nell’aeroporto di Fiumicino si inceppa il meccanismo di scambio tra violenti faccendieri a causa di una coincidenza: uno dei “passamano” viene rapinato del portafogli e il microchip si trova all’interno del suo passaporto. Sempre casualmente si ritroverà inserito nell’intrigo anche un autista di autobus notturni, da qui il titolo, interpretato da un timido, vile, e senza speranza Valerio Mastandrea, che da prova di un’ ottima capacità recitativa impersonando un individuo non così facile da gestire. La ladra è un’ affascinante Giovanna Mezzogiorno, che inizialmente la vediamo in modalità ladra-truffatrice come femme fatale, ma poi si scoprirà essere una ragazza fragile e dal passato burrascoso. Altri co-protagonisti sono un duo dai tratti comico-grotteschi, dove l’accezione grottesca risiede nella contrapposizione delle differenti personalità dei due: un violento e chiassoso Francesco Pannolino in un ruolo che non si dimentica facilmente e un silenzioso e riflessivo, ma estremamente cinico, Roberto Citran, che da il volto a un personaggio apparentemente di contorno ma che completa e rende una persona sola il duo. Altro personaggio interessante è Matera, vecchio del mestiere di faccendiere in stile servizi segreti, saggio e freddo come il ghiaccio. Matera è interpretato da Ennio Fantastichino, il quale da vita ad una delle numerose sottotrame nel rapporto con la sua ex compagna, parentesi che spunterà più volte durante la visione e che da un tocco noir di pregevole fattura.
Davide Marengo gestisce il tutto con metodo ed è questo forse l’aspetto che brilla meno del film, le inquadrature, i movimenti di macchia a volte sono sbrigativi e spesso sono troppo da manuale, il regista non osa, se ne resta ancorato in uno stile abbastanza classico, anche nelle sequenze caratterizzate da giochi di luce e primi piani tipici dei canoni grotteschi. Probabilmente questo è dovuto al fatto che è il suo primo film e non gliene facciamo certo una colpa. Il risultato è comunque buono, il film scorre via non inceppandosi mai in punti morti e grazie alle buone recitazioni risulta all’altezza dell’intreccio.
Come dicevo prima se il regista avesse osato di più probabilmente il risultato sarebbe stato ottimo, ma c’è da dire che se le cose fossero andate fuori controllo, con un soggetto del genere si sarebbe rischiato il disastro. Film da vedere e da sostenere non solo perché è un buon prodotto, ma anche in considerazione di una rinascita del cinema di genere Italiano. Si, perché questo è proprio cinema di genere made in Italy.

di Davide Casale

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