giovedì 15 novembre 2007

TIDELAND - IL MONDO CAPOVOLTO


Tideland

USA 2006

REGIA

Gregory Hoblit

INTERPRETI

Jeff Bridges, Jodelle Ferland, Janet McTeer, Brendan Fletcher


SCENEGGIATURA

Tony Grisoni e Terry Gilliam

L'interpretazione di Terry Gilliam del durissimo romanzo di Mitch Cullin è decisamente uno dei lavori più controversi degli ultimi anni. Da una parte lo stile di Gilliam è evidente, assolutamente riconducibile ai lavori precedenti del regista, Paura e Delirio a Las Vegas e La Leggenda del Re Pescatore soprattutto. Dall'altra è un film incredibilmente disperato e acre che quasi cozza con lo stile irreale del regista. Infatti se la storia della piccola Jeliza Rose, figlia di due tossici diretti in overdose,abbandonata nelle mani del popolo che vive ai margini nel mondo visto coi suoi occhi di novella Alice (Carroll è l'ispirazione principale del romanzo), è estremamente crudele e non può che riempire lo spettatore di un surreale,poetico disagio, non è escluso che sia proprio la regia di Gilliam a edulcorare minimamente un testo estremamente nero. Nonostante il film sia incredibilmente forte ed efficace, probabilmente grazie anche a ottimi interpreti, un Jeff Bridges hyperdude ed una Janet McTeer a la Carl McCoy ma soprattutto al "fenomeno" Jodelle Ferland, questo piccolo gioiello di schizofrenia, non riusciamo a immaginare quanto sarebbe stato duro il suo approccio in mano ad un Armony Corine o a Gregg Araki. Ma quello che sarebbe potuto essere non ha senso, visto che comunque l'interpretazione del testo di Gilliam è comunque delicatamente perversa e orbita intorno a necrofilia e pedofilia senza però addentrarvici troppo. Tideland potrà avere dei difetti(alcune lungaggini ad esempio) ma va visto con la parte giusta del cervello e con sufficiente apertura mentale da accettare la bellezza dell'abiezione e dell'orrore di vita , come era comunque Henry di McNaughton, ma trascendendo il genere o idealmente abbracciandoli tutti. A suo modo unico.

di Gianluigi Perrone

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