domenica 4 novembre 2007

STARDUST


Stardust

UK 2007

REGIA

Matthew Vaughn

INTERPRETI

Charlie Cox, Sienna Miller, Peter O'Toole, Mark Strong, Jason Flemyng, Michelle Pfeiffer, Robert De Niro e Claire Danes

SCENEGGIATURA

Jane Goldman e Matthew Vaughn

Che il fantasy sia di moda è un dato di fatto; a pochi anni dal portentoso successo del Signore degli anelli già si può fare un piccolo bilancio sull’ enorme quantità di pellicole ambientate in mondi fantastici e magici. Tralasciando l’adolescenziale Harry Potter che fa gioco a se, purtroppo il genere sembrava ancorarsi a prodotti più o meno innocui; film che generavano scarso interesse se non avevi meno di dieci anni. Serviva un po’ di maturità nel genere; e dove trovarla se non in Neil Gaiman vero cantore del new fantasy letterario. Matthew Vaughn, già produttore di Ritchie e nonché regista del bellissimo Layer Cake (da noi uscito con il titolo di Pusher), deve aver capito subito il potenziale di tale operazione. Un Gaiman trasportato al cinema con parecchi soldi di budget è un autentica miniera d’oro. Peccato che scelga di fare il romanzo più deliziosamente classico dello scrittore. Stardust alla fine non è altro che un fantasy vecchio stile ringiovanito dagli effetti speciale che cerca di ricalcare le orme degli ormai classici La storia fantastica e Willow. Il rischio è di cadere in un restyling ridicolo; per fortuna gli riesce quasi tutto. Come avevo detto le basi sono classiche; Vaughn si preoccupa principalmente di creare una storia che sia più il veloce possibile. Non gli interessano per fortuna le piccole sfumature o le grandi scene epiche. In Stardust c’è la storia (una cometa caduta o l’eredità del Re) e grandi e piccoli personaggi che interagiscono con essa nel modo più semplice e divertente possibile. Prendete il capitano Shakespears, interpretato finalmente da un ottimo DeNiro; un pirata che nasconde alla ciurma il suo essere gay. Un personaggio talmente goliardico che pure la sua breve apparizione sarà elettrizzante. O i fantasmi dei potenziali re uccisi, che seguono le vicende da spettatori non paganti. In poche parole Stardust è un opera essenziale e divertente che di certo non deluderà gli spettatori di qualsiasi età. C’è solo un pò di malinconia nel vedere anni fa la trasposizione di MirrorMask in versione low “Tiratissimo” budget e l’incubo di non vedere mai un film su Sandman o American Gods. Speriamo solo che questo Stardust abbia aperto la coscienza dei produttori.

di Daniele Pellegrini

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