lunedì 11 giugno 2007

LA CITTA' PROIBITA


Man cheng jin dai huang jin jia

HK,CINA 2006

REGIA

Zhang Yimou

INTERPRETI

Chow Yun Fat, Gong Li, Chou Jay, Liu Ye

SCENEGGIATURA

Zhang Yimou,Yu Cao



Non si può negare a Zhang Yimou,oltre che di avere talento,di essere un cineasta attento alle proprie scelte produttive. Dopo due film di successo come Heroes e La Foresta dei Pugnali Volanti,era rischioso ripetersi con questa occidentalizzazione commerciale del wu xia che aveva ormai stancato e fatto storcere il naso soprattutto agli estimatori del genere. Quindi dirige un film apparentemente più piccolo ma con mezzi ugualmente elevati se non superiori,realizzando quella che per ogni cittadino cinese mainlander e non è più che una impresa:girare all'interno del Gugong,l'immenso palazzo dell'imperatore nel cuore di Pechino,ettari ed ettari di maestosità che ne fanno il più grande edificio del mondo. Qui,durante la fine della dinastia Tang ed il declino dell'era imperiale,si vivono intrighi familiari degni di una Versailles asiatica,in cui nessuno ama nessuno e tutti si odiano. La figura dell'imperatore,Chow Yun Fat,ne esce malissimo. Un personaggio salito al potere nel sotterfugio che tenta di avvelenare lentamente la moglie che
tacitamente acconsente a questa morte difronte alla disgregaione familiare. I figlio odiano il padre per quell'essere disprezzabile quale è e un segreto si nasconde dietro la dinastia. Chi muoverà guerra contro il potere verrà schiacciato sia militarmente che letteralmente,atroce la scena in cui il figlio minore viene frustato a morte. Il film è molto più vicino al melò classico di quanto abbia mai fatto Zhang e si intrattiene molto sulla folle disperazone dell'imperatrice,una manieristica Gong Li,che appascisce ogni giorno che passa come il prepotente e corrotto potere costituito che rappresenta e stride in mezzo allo sfarzo volutamente esagerato(ma era così)che impera nella Città Proibita. Zhang fa e dice esattamente il contrario di quello a cui ci aveva abituato ultimamente ma non lesina con combattimenti incredibili che però non sono l'unica sostanza del film,per fortuna. C'è da riflettere sull'enorme quantità di guerra che sta ritornando sui grandi schermi,che sia nel 10° secolo in Cina,nel 73 a.C. in Grecia o la Seconda Guerra Mondiale.

di Gianluigi Perrone

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