martedì 4 dicembre 2007

LA PROMESSA DELL'ASSASSINO


Eastern Promises

USA 2007

REGIA

David Cronenberg

INTERPRETI

Naomi Watts, Viggo Mortensen, Vincent Cassel, Armin Mueller-Stahl,

SCENEGGIATURA

Steven Knight

Questa volta un noir puro per Cronenberg, o ancora , un classico gangster movie che, secondo la sceneggiatura di Steven Knight, non sarebbe dispiaciuto a Raoul Walsh. Già, perchè stavolta siamo su territori già ampiamente calcati nella storia del cinema, quasi banali nella loro classicità: le regole della criminalità organizzata come l'immaginario comune le ha assimilate. I dettami del Mafia Movie vengono rispettati pedissequamente e probabilmente in mano ad altri il risultato non sarebbe stato il medesimo. Cronenberg invece trasforma in delirio anatomico tutto ciò che tocca, passa attraverso gli scontri emotivi dei personaggi per suggerire le implicazioni dei loro corpi, più che mai organici, più che mai involucri. L'involucro che contiene la vera protagonista del film, Christine, nata da una madre 14enne morta per dissanguamento,figlia di una violenza carnale e che nel suo dna ha la rivoluzione delle gerarchie criminali costituite. L'involucro di tatuaggi e cicatrici che contiene Nicholai, un gigantesco Viggo Mortensen, un enigma vivente, l'aspirante Re che nasconde dolorosamente il vero se stesso con l'immagine incredibilmente suggestiva, cool, che può avere un hitman della mafia russa. Per sua stessa ammissione privo di madre e padre, morto a 15 anni e da allora abitante della "zona" dove le emozioni non solcano lo sguardo. L'involucro scomodo in cui è contenuto Kirill, Vincent Cassell, il migliore in assoluto, il principe incapace di potestà, insicuro di una identità reietta, sia essa familiare (il sangue) sia essa sessuale (la presunta omosessualità), personaggio complesso ed indispensabile. L'involucro che contiene il mite Semyon, Armin Mueller-Stahl, il Re apparentemente giusto e buono che nasconde dentro la Bestia, capace delle azioni più basse, una figura quasi horror nella sua inespressa psicopatia. Questi sono i corpi senzienti in cui sono sepolti gli orribili segreti. C'è tutta una poetica attraverso parole e sentenze che dipingono un universo profondamente cronenberghiano("seppellisci i segreti coi propri corpi"-"corpo,singolare", "siamo nati già sepolti,io e mio padre","dagli schiavi nascono schiavi","per ragioni poetiche,suggerirei il suo sangue"), frasi intense e "coreografiche" ma fondamentali per Cronenberg che ne trascrive sopra naturalmente i propri temi. Come nella più grande bladefight di tutti i tempi, in cui il guerriero più valoroso, nudo e feroce, conquista il diritto al trono epicamente. Come nel finale solo apparentemente consolatorio, dove nonostante si raggiunga il proposito si ammette, mestamente nello sguardo del nuovo Re, che l'unica soluzione è l'esilio, la negazione di sé, l'abbandono del corpo verso altro.

di Gianluigi Perrone

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